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I PERFETTI RAPPORTI GEOMETRICI DELLO SCULTORE E' necessario chi io cominci con un richiamo omerico poiché Vittorio La Viola è nato a Palermo e perciò è figlio dell'"Isola del sole". E non si può parlare di questa città senza sentirsi sommersi dalle testimonianze universalmente riconosciute intorno alla sua floridezza culturale. Ivi nacque la poesia volgare ed ebbero impulso la matematica, la medicina, mentre lo splendore dell'architettura arabo-normanna e i bellissimi giardini facevano di Palermo una città tra le più sontuose del tempo. Naturale quindi i numerosissimi Palermitani che eccelsero nelle arti dove fra i maggiori figurano: Pietro Novelli, detto il Monrealese, Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo, Vito d'Anna, Gioacchino Martorana e tra gli ultimi del primo Ottocento Giuseppe Velasco (Velasquez, in omaggio al grande pittore spagnolo), tra i pittori; Giacomo Serpotta e Ignazio Marabitti, tra gli scultori. Mio malgrado devo distaccarmi da questa fascinosa ghirlanda di colori perché ho ancora vivo il piacevole ricordo degli splendidi locali di "Arredare Mobil Wall" di Roma in Viale Regina Margherita 273, dove, recentemente, si è aperta una originale mostra dedicata al cavallo e alla quale hanno partecipato ottanta, tra pittori e scultori, provenienti da ben diciotto nazioni. Tra i più valenti espositori, appunto, Vittorio La Viola, scultore, nato a Palermo, mi sembra degno di menzione. Egli ha studiato all'Istituto Artistico di Palermo e poi a Brera di Milano dove fu allievo di Francesco Messina. Il La Viola, è un giovane scultore moderno dalle molto evidenti doti artistiche puntualizzanti la sua spiccata personalità focalizzata in un insieme geometrico teso al conseguimento dello slancio armonioso. Nel "gioco dei cavalli", al quale si addirebbe meglio "lotta di cavalli", alto rilievo in bronzo, meglio e lungamente ammirato successivamente nello studio dell'artista. è facile scoprire un rombo dai perfetti rapporti fra i vertici il cui movimento scaturisce dall'appoggio dell'inferiore in un sol punto. La diritta criniera e la coda tesa dell'uno stanno a dimostrare la spinta nervosa e la violenza coi quali tiene avvinto l'altro, che con la coda abbassata ,la criniera disordinata vuole esprimere la disperazione di chi nella lotta, è costretto a soccombere di fronte al più forte. Un complesso di slancio, forza ed armoniosa. Astraendoci dai motivi e volendo considerare solamente il gioco delle masse in cui i pieni e vuoti si alternano in modo perfetto, potremmo definirla composizione d'avanguardia. Anche "Approccio" e "Cavalli Rampanti", sempre racchiusi in un rombo, confermano la formale predilezione geometrica dell'Artista, e vi si notano una grande sensibilità e espressività. Vittorio La Viola è anche un Artista versatile e senza alcun indugio si accosta tanto al sacro quanto al profano. Ciò è essenzialmente mostrato nel S. Sebastiano dolorante, in copertina. Scultura in cera nera, racchiusa questa volta in un triangolo i cui elementi del soggetto sono ridotti all'indispensabile sostanziale. La scomparsa decorativa da questa scultura è come un dono dell'Artista perché così egli riesce, con decisione, a denunciarne la formula sofferente. Sorprendente è poi la posizione di sciolto abbandono che sollecita l'immagine della caduta piana, lenta, mentre il corpo tenta il sostegno sulla gamba sinistra. Armonizza il momento tragico e dà alla scultura il senso del maggiore equilibrio il residuo arboreo posto accanto al santo. Vittorio La Viola si è esibito in molte collettive e "personali" in Italia e all'Estero riscuotendo consensi e riconoscimenti. Mi ha vivamente colpito e non ho esitato a commissionargli il gesso per il conto di una medaglia d'oro destinata ad un Premio internazionale. Le sue opere si trovano in collezione private in Italia, all'Estero e particolarmente in America e nel Venezuela. Vive e opera in Roma ARMANDO DECIO - Marzo-Aprle 1969 Anno XV n. 3-4
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San Sebastiano
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Web masters Daniele Dragoni e Maria Désirée Epure ultima modifica il 30 marzo 2008